HACCP: sicurezza alimentare per bar, ristoranti e attività food

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Per tutte le attività che manipolano, somministrano o vendono alimenti, il sistema HACCP è il riferimento obbligatorio per la sicurezza alimentare. Non si tratta di un semplice “libretto sanitario” o di un corso, ma di un piano di autocontrollo costruito sulla realtà concreta dell’azienda.

Che tu abbia un bar a Cagliari, un ristorante a Quartu Sant’Elena, una gastronomia ad Alghero o un laboratorio artigianale a Oristano, la gestione HACCP Sardegna deve prevedere almeno:

  • analisi dei rischi lungo tutta la filiera interna (ricezione, stoccaggio, lavorazione, somministrazione);
  • definizione di punti critici di controllo (CCP);
  • procedure scritte di gestione, pulizia, sanificazione, conservazione;
  • registrazioni e schede di controllo;
  • formazione periodica del personale.

Molte attività si limitano ad acquistare un “manuale HACCP” e a far fare un corso base ai dipendenti, ma poi non applicano davvero quanto scritto: schede non compilate, procedure ignorate, controlli sulle temperature fatti “a occhio”. In caso di verifica, però, è proprio da lì che partono i controlli.

Un piano HACCP Porto Torres, ad esempio, dovrebbe essere costruito sulle caratteristiche reali del locale: dimensioni, attrezzature, flussi di lavoro, tipologia di menù. Copiare un modello generico può essere rischioso, perché potrebbe non coprire alcuni punti critici specifici.

L’HACCP è strettamente collegato anche alla sicurezza sul lavoro: frigoriferi, celle, forni, coltelli, prodotti chimici di pulizia generano rischi sia per l’alimento che per il lavoratore. Integrare HACCP Sardegna con DVR e formazione permette di non avere doppioni di procedure e di gestire in modo più efficiente tutto il sistema.

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